Spesso ci si chiede se oggi si possa ancora utilizzare il termine mestiere o se fosse più giusto parlare di artigiano; sicuramente fino a qualche anno fa quando una persona esercitava un lavoro manuale con cui si guadagnava da vivere veniva visto come colui che esercitava un mestiere e anzi veniva ricordato proprio per il mestiere che faceva. Purtroppo in Sicilia, ma anche in molti altri posti, alcuni antichi mestieri oggi non esistono più o comunque sono in via di estinzione; troppo comodo l’uso della tecnologia e dell’elettronica nella fabbricazione dei prodotti rispetto al lavoro manuale, ma nello stesso tempo bisogna dire che molti mestieri non hanno più la loro iniziale importanza economica per essere ancora in uso.

Attraverso un elenco si vogliono ricordare i principali mestieri che, in Sicilia, si sono sviluppati e che tanto hanno dato agli uomini di allora; è chiaro che la maggior parte di essi richiama il territorio di appartenenza quindi si fonda sull’economia e sul commercio locale. Si trattava di lavori complessi che richiedevano sudore e fatica; molti lavoratori svolgevano il loro mestiere per parecchie ore al giorno, spesso partivano anche di notte a piedi o con l’asino in base al luogo che dovevano raggiungere e alla fine della giornata ad essi non rimaneva altro che sedersi a tavola per consumare la loro povera cena.

Le nostre ricerche, basate su tutta l’isola, richiamano termini di uno o altro dialetto; di conseguenza, alcuni lavori possono avere dei nomi differenti in base al luogo o alla provincia dove essi hanno trovato sviluppo.

ARTI E MESTIERI con la lettera J

JURNATARU (Chi lavorava alla giornata)

Tra i mestieri più duri, lunghi e faticosi vi era quello del bracciante che lavorava alla giornata. Pronto ad ogni chiamata, con mezzo proprio e con attrezzi necessari per il proprio lavoro (falce, zappa, pala ecc..) senza un orario di lavoro stabilito (mai però inferiore alle otto ore) si dedicava ad ogni cosa riferita alle colture agricole. Interrompeva la fatica solo per consumare un breve pasto (di solito un pezzo di pane con un pomodoro o con una cipolla accompagnato da acqua o da un bicchiere di vino) portato da casa dentro u portamanciari. La fatica non era ricompensata in quanto il guadagno era modesto. Come dicevamo, il lavoro poteva riguardare ogni tipo di attività: la mietitura del frumento, lo sfalcio dell’erba, la raccolta delle olive, la zappatura della vigna, la raccolta dell’uva ma anche molto altro.