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Prima o seconda domenica di agosto le Rigattiate a Calamonaci

Nel mese di agosto a Calamonaci avvengono le rigattiate. La popolazione locale è divisa in due opposte fazioni religiose: i San Michilara (devoti di San Michele Arcangelo) e i San Giuvannara (devoti di San Giovanni Battista). Il sorteggio stabilisce quale tra le due fazioni debba iniziare per prima nella corsa cittadina per il Corso Garibaldi. La sfida è basata su chi, delle due fazioni, allestirà lo spettacolo più bello. I simulacri dei due santi vengono portati su delle vare molto caratteristiche addobbate in cartapesta e canne ogni anno con un soggetto diverso. Le due vare vengono fatte sfilare o per meglio dire correre dai portatori che hanno in mano ramoscelli di alloro la domenica e fiaccole il venerdì. Così ha inizio “l’Abballati di li Santi” ovvero il ballo dei Santi con il sottofondo delle marce tradizionali eseguite dalle bande: San Giuvannata per San Giovanni e San Michilata per San Michele. L’abballata si conclude domenica con la vittoria della fazione che, per addobbi, fuochi d’artificio, vare e tifo, ha saputo meglio onorare il suo Santo.

Lunedì successivo a Ferragosto Rietina a Campobello di Licata

La “Rietina” è una sfilata di carretti siciliani che a Campobello di Licata si svolge in concomitanza con la festa della Madonna dell’Aiuto (terza domenica di agosto). Conclusasi la sfilata si svolge l’asta per aggiudicarsi “la Bannera” ovvero la bandiera della Madonna donata al miglior offerente tra coloro che durante l’anno hanno fatto un’offerta o un dono alla Madonna.

La costruzione del carretto è molto complessa; ad essa contribuiscono diverse persone: in primis “u carruzzèri” (il carradore), successivamente “u firraru” (il fabbro) e “u ‘ntaghiature” (l’intagliatore). L’ultimo artigiano che prendeva parte alla complessa realizzazione di un carretto siciliano era il pellettiere rappresentato da “lu siddunaru” se preparava la sella, “lu varduraru” per il basto,”lu guarnamintaru” per i finimenti e “lu siddaru” per i pennacchi. Come è ben chiaro il carretto siciliano non serviva solo come mezzo di trasporto ma era una vera e propria opera d’arte.

 

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