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ARTE GRECA
Gli imponenti ruderi architettonici dei templi, dei teatri nonché la quantità e la qualità delle sculture, le parti decorative di antichi edifici, gli oggetti preziosi che oggi sono in mostra nei principali musei archeologici siciliani, è questa la testimonianza della presenza di una ricca e maestosa civiltà greca.
Le prime tracce della presenza dell’arte greca in Sicilia fanno riferimento alle fortificazioni militari e architettoniche risalenti alla fine dell’epoca arcaica, vale a dire intorno alla fine del VI sec. a.C.

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I primi esempi…. le Fortezze
Nell’epoca dei tiranni la Sicilia incrementa la presenza di edifici fortificati, costruiti con materiali diversi in base alle ricchezze del suolo; nella parte orientale dell’isola viene usata la lava, come lo dimostrano le città di Naxos e di Lipari; nella restante parte vi è l’utilizzo dei mattoni come strumento utile per innalzare le varie cinte murarie.
La presenza delle fortezze in Sicilia sembra essere abbastanza dubbia, vista la mancanza di resti archeologici che ne testimonino l’esistenza; ma, la loro effettiva presenza è stata valutata da molti studiosi. Costruite in punti strategici delle città, in luoghi difficilmente raggiungibili, le fortezze assicurano la difesa sia delle polis così come quella delle strade che si trovano nelle immediate vicinanze. Tre i principali esempi:

  • Il Castello di Eurialo: costruito intorno al 400 a.C. e situato nella frazione Belvedere a circa 7 km da Siracusa, si eleva a 120 metri di altezza sul punto più alto dell’area circostante. Nel secolo successivo raggiunse la sua forma più estesa; infatti venne fortificato con l’aggiunta di bastioni, fossati e fortificazioni. Era formato da: tre fossati più uno laterale che collegavano il sistema difensivo attraverso l’uso di sotterranei. Nei pressi del terzo fossato era presente un ponte levatoio che ne consentiva l’accesso. Il collegamento tra il terzo e il quarto fossato era costituito solo da accessi sotterranei. Il castello era inoltre dotato di una torre centrale (mastio) circondato da 5 torri quadrate alte circa 15 metri; probabile l’uso come piattaforma per le catapulte durante il periodo bellico. Nelle vicinanze della torre vi erano tre grandi cisterne per il rifornimento dell’acqua in caso di assedio. Subito dopo la torre centrale vi era la presenza di un grande recinto dove era presente la porta d’ingresso al castello.
  • Nella parte occidentale dell’isola si trova la città di Erice, che nel corso del V sec. a.C. ha subito una forte influenza greca; ancora oggi sono visibili le fortificazioni risalenti a quell’epoca. Ulteriori informazioni sulla città di Erice sono visibili nella sezione del sito “Paesi e Borghi” della categoria Itinerari
  • Un altro esempio di fortificazioni tipicamente greche è costituito dalle famose mura di Capo Soprano le cosiddette “Mura Timoleontee” nei pressi di Gela riscoperte, per caso, nel 1948 quando un contadino scavando nel proprio orto si imbatté così come lo definì lui in un “vero e proprio tesoro sotterraneo”. Il tratto di fortificazione è lungo circa 400 metri; del primo tratto di pietre arenarie è rimasto ben poco causa distruzioni durante l’epoca medioevale; del secondo tratto, in cui sono visibili resti di antiche torri le rovine sono ugualmente scarse. Le restanti mura, circa 200 metri, si sono conservate in maniera intatta così come si presentavano 2500 anni fa. Al di là dell’arenaria, che costituisce la base delle mura, la particolarità è costituita dall’uso dei mattoni crudi cotti al sole, ciò rende questa fortificazione molto particolare; l’uso dei mattoni è dovuto alla presenza del mare che con le sue onde continuava ad insabbiare la fortificazione, le ragioni, però, sono anche di carattere difensivo ovvero per proteggere la città dall’arrivo dei Cartaginesi. Le torri, appena visibili, le canalette di scolo che costituiscono lo scarico della raccolta delle acque, l’altezza delle mura che, nella parte sud – est raggiunge i dieci metri, tutto ciò rende veramente uniche queste cinte murarie. Il Capo Soprano è sempre stata una zona importante dal punto di vista militare grazie alla sua posizione strategica posta in alto rispetto al mare e orientata sulle montagne a nord della pianura di Gela.

Le città….
L’influenza greca è visibile anche nella struttura di alcune città siciliane. La pianta a scacchiera, il cui promotore fu l’urbanista Ippodamo di Mileto (V secolo a.C.) è basata sulla divisione in due assi: uno da nord a sud detto cardo e l’altro da est a ovest definito decumano maggiore; l’insieme e l’alternanza di cardi e decumani porta alla fondazione della rete viaria.
La presenza di edifici ben definiti in altrettante zone già stabilite prevede tra le varie parti:

  • L’agorà: la piazza centrale e il centro della vita pubblica
  • Il pritaneo: il luogo che circonda la piazza centrale
  • L’Iekklesiasterion: un edificio pubblico in cui si svolgono le assemblee del popolo

Al di fuori di queste tre aree ci sono le costruzioni religiose, destinate simbolicamente a proteggere la città.

L’architettura …..
Sarebbe abbastanza semplice e nello stesso riduttivo parlare di architettura greca riferita al mondo sacro; essa è rappresentata da due tipi di monumento: il tempio e il teatro, entrambi posti fuori dalle città all’interno di un vasto ma nello stesso tempo splendido panorama naturale.

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