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La Valle dei Templi, ovvero l’area archeologica della provincia di Agrigento, è contraddistinta dalla presenza dei resti di ben dieci templi dorici, oltre che di tre santuari e di diverse necropoli; visibile inoltre la piazza (l’agorà) distinta in inferiore e superiore. Volendo fare una rapida presentazione dei templi presenti attraverso un elenco delle particolarità più importanti ritroviamo:

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  • Il tempio di Hera Lacinia o di Giunone: costruito intorno al 450 a.C., incendiato dai Cartaginesi e ricostruito in età romana con diverse modifiche rispetto all’originale in particolare nel tetto. Si dice che il tempio servisse per celebrare le nozze.
  • Il tempio della Concordia: dimensioni simili rispetto a quello di Giunone, il nome (Concordia) deriva da un’iscrizione ritrovata nelle vicinanze; anch’esso risalente al 450 a.C., oggi è quello meglio conservato anche perché intorno al 500 d.C. diventò un tempio cristiano, quindi venne mantenuto in condizioni migliori
  • Il tempio di Heracle o di Ercole: è probabilmente il tempio più antico, risale al 500 a.C.; purtroppo un terremoto ne ha distrutto una buona parte, oggi restano in piedi solo 8 colonne delle 15 iniziali
  • Il tempio di Zeus Olimpio: venne costruito dopo la famosa vittoria contro i Cartaginesi del 480 a.C., proprio per onorare e ringraziare Zeus. Visto il ringraziamento a Zeus doveva essere il tempio più grande e unico nel suo genere di tutto il mondo occidentale. La particolarità riguarda la presenza dei telamoni ovvero di imponenti sculture alte più di sette metri ove veniva raffigurato Atlante che “tiene in mano” tutta la volta celeste
  • Il tempio dei Dioscuri o di Castore e Polluce: la leggenda racconta che il tempio si trovasse all’interno di un santuario dedicato alle divinità della terra e quindi non proprio dedicato a Castore e Polluce figli di Zeus e patroni della poesia, della danza e della musica. Oggi viste le pochissime rovine rimaste viene spesso riprodotto come souvenir e utilizzato per fini turistici
  • Il tempio di Efesto o di Vulcano: tra i maggiori come estensioni anch’esso risale al 430 a.C., oggi purtroppo sono leggibili solo le fondazioni mentre visibili pochissime parti.
  • Il tempio di Atena: venne costruito al di fuori della valle vera e propria, difatti si trova nel centro storico della città di Agrigento. Oggi ove era presente la base del tempio sorge la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.
  • Il tempio L: scoperto da scavi recenti, il tempio è stato completamente distrutto già in epoca antica; anch’esso si dice risalga al 450 a.C.; solitamente non viene considerato un vero e proprio tempio, per questo motivo i templi risultano essere dieci e non undici
  • Il tempio di Asclepio o di Esculapio: con molta probabilità costruito negli ultimi anni del 400 a.C., il tempio si trova lontano dalle mura della città, nella piana di San Gregorio e fa parte di un santuario, meta di molti ammalati che vi cercano guarigione (Esculapio è il dio romano della medicina, mentre Asclepio quello greco)
  • Il tempio di Demetra: o meglio anche conosciuto come santuario rupestre di Demetra (dea greca dell’agricoltura). Il tempio sorge nella parte orientale della città, sulla valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio, attraverso una scalinata interna alla roccia, si arriva al santuario, che ha la particolarità di essere completamente scavato all’interno della collina.
  • Il tempio di Iside: all’interno della contrada San Nicola si trovano le rovine di un tempio probabilmente esistente fino al 440 d.C., anno in cui il sacco di Roma ad opera di Genserico portò anche alla scomparsa di quest’opera architettonica.

 Insieme alle dieci costruzioni descritte (undici se si considera il tempio L) all’interno della Valle dei templi sono anche presenti altre costruzioni come: la tomba di Terone, un edificio a forma piramidale, di notevoli dimensioni eretto non per celebrare il tiranno di Akragas (Terone appunto) ma bensì per ricordare i caduti della Seconda guerra punica; le grotte Fragapane, un esempio di catacombe che collegano le varie necropoli, di cui è ricca tutta la Valle. Sono inoltre presenti altri santuari e oratori che richiamano l’arte greca così come quella romana.

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