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ARTE GRECA: I templi della provincia di Siracusa

In provincia di Siracusa ritroviamo ben quattro templi con caratteristiche simili a quelle elencati nelle altre provincie:

Siracusa_-_Tempio_di_Apollo

  • Il Tempio di Apollo: all’interno dell’isola di Ortigia, la parte più antica della città di Siracusa, si trova il tempio dorico più antico della Sicilia, risalente al VI secolo a.C.; nel corso del tempo il tempio divenne prima chiesa, all’epoca dei Bizantini (di cui resta testimonianza la presenza della scalinata frontale), poi moschea all’epoca degli Arabi, infine caserma all’epoca degli Spagnoli. La particolarità del tempio è costituita dalla presenza di ben 42 colonne tutte monolitiche (unico blocco di pietra) trasportate con molta probabilità via mare; la dedica ad Apollo è testimoniata da un’iscrizione.
  • Il Tempio di Artemide o Jonico: anch’esso si trova ad Ortigia, nel punto più alto del suo territorio ed è stato ritrovato sotto il palazzo del Senato, attuale sede del Municipio della città. Il tempio è stato costruito verso la fine del VI secolo a.C. ed è un raro esempio di stile ionico in Italia, venne dedicato ad Artemide la dea protettrice di Siracusa, ma anche la divinità a cui è legato il mito di Aretusa, la ninfa trasformata in fonte di acqua dolce; il tempio sorge accanto all’Athenaion (il Tempio di Atena). Oggi possiamo formulare due possibili ipotesi: la prima presuppone che la costruzione del tempio sia stata iniziata ma non portata a compimento a causa della sconfitta riportata dai Siracusani ad opera di Ippocrate di Gela; la seconda che il tempio sia stato costruito per intero, esistito fino a Cicerone, perché citato nei suoi scritti, poi abbandonato e forse utilizzato come cava di pietra, dalle prime dominazioni barbare, infine la conquista spagnola ne concluse l’opera di distruzione.
  • Il Tempio di Atena: in stile dorico, costruito nel corso del V secolo a.C. grazie al tiranno Gelone, dopo la vittoria contro i Cartaginesi nella battaglia di Himera (480 a.C.); si trova nell’isola di Ortigia nella zona più alta ed è quello che si è conservato meglio. Nel luogo dove adesso sorge il tempio era presente in antichità un altro tempio sempre in stile dorico, ciò è confermato dalla presenza di elementi architettonici ma soprattutto di un altare, ritrovati negli scavi eseguiti nel corso del 1900. La dedica alla dea della saggezza e della guerra è testimoniata da Cicerone il quale lo ricorda insieme a quello di Artemide come ai due più importanti di Ortigia; lo stesso Cicerone si scagliò contro il governatore Verre che distrusse il tempio e i molti capolavori artistici presenti all’interno, compresi alcuni dipinti e ritratti. Sempre Cicerone descrive lo scudo dorato posto sul frontone centrale in cima al tempio: viene definito in avorio con elementi d’oro sulla porta e con raffigurazioni riferite ai combattimenti e ai ritratti dei 27 tiranni della città.  Il tempio diventò luogo di culto al tempo del cristianesimo e gli elementi che oggi vengono conservati di trovano all’interno delle strutture del Duomo di Siracusa.
  • Il Tempio di Zeus: è il secondo tempio più antico di Siracusa dopo quello di Apollo, il primo se si considera la terraferma, risale ai primi decenni del VI secolo a.C., viene anche chiamato il tempio “re’ du culonne“, per la presenza di sole due colonne superstiti. La costruzione in ordine dorico inizialmente era costituita da sei colonne nel prospetto e diciassette nei fianchi tutte monolitiche; era inoltre presente una seconda fila di colonne dietro quelle della facciata. Dalla posizione e dalla visuale che si ha nel luogo in cui era stato eretto il tempio con molta probabilità esso rappresentava un riferimento per i naviganti che entravano o uscivano dal porto di Siracusa. Il nome prende spunto da una grandiosa statua di Zeus che doveva trovarsi all’interno della costruzione. Infine, possiamo affermare che la sua quasi totale distruzione è stata causata dalla presenza degli Ateniesi, dei Cartaginesi e dei Romani che più volte presero di assedio la città intera.

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