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ARTE GRECA: I templi della provincia di Trapani

La provincia di Trapani ci mette a disposizione due luoghi di grande interesse per quel che riguarda l’architettura greca dedicata ai templi. Difatti ricordiamo:

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  • Il tempio di Segesta: innalzato sulla cima di una collina nella parte occidentale del comune di Calatafimi Segesta tra il 430 e il 420 a.C., oggi si presenta con un totale di 36 colonne non scanalate (6 sul lato corto e 14 su quello lungo). Mancano le decorazioni e nello stesso tempo la magnificenza se paragonato agli altri templi siciliani. Si conserva in tutta la sua interezza e occupando da solo un’intera collina lo si può ammirare anche da lontano. Il Tempio venne costruito in stile dorico, anche se, andando ad analizzare qualche particolare potrebbe avere un origine diversa. La differenza più evidente è che a Segesta manca la cella, ovvero la parte centrale e più importante del tempio greco. La mancanza della cella nel tempio e del tetto nel teatro hanno interessato parecchio gli studiosi; ad una conclusione univoca non si è mai arrivati: alcuni sostengono che il tempio sia rimasto incompleto, altri portano il discorso in campo politico in quanto gli abitanti di Segesta non erano Greci, come i loro nemici di Selinunte, ma Elimi; di conseguenza avevano sia una religione diversa come anche diverse abitudini. Concludendo si potrebbe affermare che abbiano costruito un tempio, di stile greco solo per competere con i loro nemici quindi solo per pura apparenza, anche perché non si hanno notizie dell’uso che gli Elimi facessero di questo tempio.

I templi della provincia di Trapani

I templi di Selinunte

La città di Selinunte oggi non esiste più, venne distrutta definitivamente dai Cartaginesi, dopo essere stata colonia greca a partire dall’VIII secolo a.C., nel corso della Seconda Guerra Punica (202 a.C.). Sono presenti tre grandi aree archeologiche: la prima sulla parte orientale con la presenza di tre templi; la seconda nella parte occidentale ove ritroviamo le cinta murarie e l’Acropoli, a nord della quale sorgeva la città vera e propria; la terza area a ovest dell’Acropoli ove ritroviamo templi e santuari. Vista la mancata dedica attestata dei templi presenti, gli studiosi li hanno catalogati con le lettere dell’alfabeto quindi ritroviamo:

  • Il Tempio E o tempio di Era: risalente al V secolo a.C. ricostruito nel corso del 1957, quello che si conserva meglio rispetto agli altri; la sua pianta originaria era molto complessa trovandosi in un periodo di transizione tra il dorico arcaico e quello classico. Sono presenti sei colonne nel lato corto e quindici su quello lungo.
  • Il Tempio F: completamente in rovina, costruito intorno alla metà del V secolo a.C. e dedicato o a Dionisio o ad Atena, quello più piccolo come dimensioni; erano presenti 36 colonne, 6 sul lato corto e 12 su quello lungo.
  • Il Tempio G: dedicato al dio Apollo, il più maestoso tra tutti i templi. Di dimensioni enormi, le colonne 17 sul lato lungo e 8 su quello corto avevano un diametro di circa 3,5 metri e un’altezza di più di 16; la data di costruzione è incerta solitamente collocata tra il VI e il V secolo a.C. Oggi è ridotto ad una massa di frammenti a parte una colonna ricostruita denominata, per la sua forma, “fuso della vecchia“. Si dice che il tempio sia stato edificato in periodi diversi, ciò testimoniato dalla presenza della facciata orientale, arcaica, rispetto a quella occidentale, classica.
  • Il Tempio C: dopo i lavori di ricostruzione del 1929 rimangono oggi in piedi 14 delle 17 colonne del lato lungo del tempio C, quello più antico tra i templi di Selinunte (risalente al VI secolo a.C.) e dedicato ad Apollo o ad Eracle. La particolarità è riferita al frontone centrale che aveva la base più lunga rispetto ai due lati inclinati, questo dava ad esso una forma molto particolare. Da questo tempio provengono dieci metope (le sculture sul fregio) conservate oggi nel Museo Archeologico di Palermo. Un ultimo aspetto da segnalare la probabile evoluzione avvenuta durante la costruzione del tempio: alcune colonne sono ancora costituite da un unico blocco (monolitiche), mentre altre più maneggevoli da trasportare in quanto formate da più blocchi di pietra: ciò potrebbe far pensare ad una costruzione avvenuta in periodi di tempo diversi

 

Un’altra costruzione presente è rappresentata da un santuario eretto in onore di Demetra Malophoros (colei che porta il melograno), la dea della vegetazione e quindi la protettrice degli agricoltori. Esso sorgeva in un recinto sacro dall’altra parte del fiume Modione. Senza colonne e senza basamento, era formato da un pronao e da una cella con la presenza della statua della dea.

I templi della provincia di Trapani

 

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