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Le prime testimonianze “storiche” in Sicilia, ovvero quelle costituite da edifici, fanno riferimento a diverse epoche. Le tracce più antiche di presenza umana risalgono al sesto millennio a.C., successivamente Fenici e Siculi ci hanno lasciato enormi necropoli.

I successivi scavi archeologici effettuati sia a Palermo come anche a Siracusa hanno riportato alla luce proprio interi cimiteri, situati intorno alle città e con molta probabilità utilizzati sin da epoche antiche. Volendo tracciare, ma soprattutto prendere in esame alcune tra le testimonianze più importanti di arte paleocristiana in Sicilia, è utile partire dalle catacombe, simbolo del Cristianesimo dell’antichità.

Le catacombe di Siracusa, con il fatto che conservano ancora alcune tracce di decorazioni pittoriche, sono le prime testimonianze di arte cristiana.

Le catacombe sono divise in tre parti, ritroviamo quelle di San Giovanni, quelle di Vigna Cassia ed infine quelle di Santa Lucia.

  • Le Catacombe di San Giovanni sono divenute famose perché, a quanto pare, hanno ospitato, nella vicina cripta, l’apostolo Paolo durante la sua predicazione cristiana. Si dice che siano state costruite intorno al IV secolo d.C.; oggi sono le uniche, tra le tre, a poter essere visitate per intero. Sono costituite da una galleria principale dalla quale è possibile accedere a cinque tombe di martiri e santi: Eusebio, Adelfia, Antiochia, Sette Vergini e Anonima.
  • Le Catacombe di Vigna Cassia, in onore del proprietario della vigna che si trovava sopra di esse nel momento della scoperta, si dice risalgano al III secolo d.C.; la particolarità è costituita dalla presenza di numerosi affreschi. Sono le più ampie di tutta la Sicilia ma purtroppo chiuse al pubblico.
  • Le Catacombe di Santa Lucia, anch’esse risalenti al III secolo d.C., prevedono la presenza di un antico oratorio ove è possibile notare la decorazione attraverso l’uso di pitture bizantine. La particolarità è costituita dalla presenza di un antico recinto sacro, con intorno l’altare che raffigura i famosi Quaranta Martiri cristiani. Anch’esse così come quelle di Vigna Cassia sono chiuse al pubblico.

Le chiese

Con il passare del tempo vennero edificate numerose chiese, tutte ispirate, dal punto di vista strutturale all’antico modello basilicale di origine latina. La pianta latina prevede un rettangolo, la divisione in tre navate e, nella parte orientale, l’abside centrale. Tra i numerosi esempi ricordiamo:

la Chiesa di San Giovanni Evangelista sempre a Siracusa proprio nelle vicinanze delle catacombe. La Chiesa ha avuto una storia molto tormentata, il cui apice è stato toccato dal famoso terremoto del 1693 che ne ha distrutto una buona parte e soprattutto cancellato qualsiasi materiale di epoca antica per lasciar spazio, dopo la ricostruzione, a materiale moderno. Oggi, molto importante la cripta di San Marciano, collocata sotto la Chiesa, che ha ospitato il corpo del primo vescovo della città, fin quando, a causa dell’invasione degli Arabi, venne trasportato a Gaeta.

La costruzione delle Chiese è proseguita all’interno di opere molto più maestose come nel tempio della Concordia ad Agrigento o in quello di Atena a Siracusa.

Dopo la conquista della Sicilia da parte dei Bizantini anche la Chiesa isolana si riavvicina al famoso esarcato di Ravenna; ma la crisi delle icone sacre con conseguente distruzione della maggior parte di esse che colpì tutto l’impero bizantino, non toccò tuttavia i cristiani dell’isola che rimasero fedeli al culto delle figure sacre; fu questo il periodo in cui molte comunità di monaci e di artisti trovarono nella Sicilia il luogo ideale per mettere in mostra le loro doti in particolare nel campo dei mosaici.

I Santuari e le Necropoli

Fu questa l’epoca in cui nacquero molti santuari, quelli di Cava d’Ispica e di Pantalica su tutti.

Tra le città di Modica e Ispica si trova la famosa vallata fluviale di Cava d’Ispica con la presenza del santuario di San Nicola, detto anche della Madonna, costituito da una grotta di 4 metri di larghezza e 4,5 di lunghezza; proprio all’interno è possibile visionare pitture dell’età bizantina; San Nicola, la Madonna e il Bambino raffigurato, però, senza il volto.

In provincia di Siracusa si trova la necropoli rupestre di Pantalica, insignita nel 2005, per la sua importanza archeologica e naturalistica, del titolo di Patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco.

La necropoli è situata tra i comuni di Cassaro, Ferla e Sortino e risale al 1200 a.C.; la presenza di un altopiano costituito da profondi canyon scavati nella roccia dai fiumi Anapo e Calcinara, rende l’area delle cinque grandi necropoli una di quelle più importanti e incantevoli della Sicilia.

Oggi Pantalica è la più importante necropoli in Europa per vastità e numero di tombe artificiali scavate nelle rocce. Le tombe, nel numero di circa 5.000, sono suddivise, come dicevamo in cinque diverse necropoli:

  1. La necropoli di Nord – Ovest, una delle più antiche, costituita da circa 600 tombe e risalente al 1100 a.C.
  2. La necropoli Nord, la più grande e la più antica, costituita da circa 1500 tombe
  3. La necropoli Sud con caratteristiche simili a quella Nord ma di dimensioni inferiori
  4. La necropoli di Filiporto, composta da circa 1000 tombe, sulle pendici del fiume Anapo
  5. La necropoli della Cavetta, sul versante del fiume Calcinara, con la presenza di numerose abitazioni bizantine.

Da sottolineare la parte più alta della necropoli definita acropoli di Pantalica, posizione chiaramente strategica per controllare l’eventuale arrivo di nemici; in questa zona venne costruito il famoso “palazzo del principe” con la caratteristica di essere l’unica costruzione in pietra della zona.

Infine famoso il bosco circostante chiamato Giarranauti, all’interno del quale è possibile ritrovare i resti di un piccolo villaggio bizantino.

In questo prosperoso periodo vengono inoltre costruite diverse abitazioni rupestri scavate direttamente nella roccia; purtroppo, però, oggi questi esempi sono quasi tutti scomparsi.

Un altro esempio di arte paleocristiana è dato dalla costruzione delle chiesette a pianta centrata quadrata formate da tre incavi circolari che si affacciano su un’area centrale di forma cubica, sovrastata da una cupola, con l’unico ingresso situato nella parte occidentale. Vi sono molti esempi di tali chiesette, come a Castiglione di Sicilia, a Randazzo, a Rometta, a Santa Venerina ma anche nelle provincie di Noto e di Siracusa

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