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Spesso ci si chiede se oggi si possa ancora utilizzare il termine mestiere o se fosse più giusto parlare di artigiano; sicuramente fino a qualche anno fa quando una persona esercitava un lavoro manuale con cui si guadagnava da vivere veniva visto come colui che esercitava un mestiere e anzi veniva ricordato proprio per il mestiere che faceva. Purtroppo in Sicilia, ma anche in molti altri posti, alcuni antichi mestieri oggi non esistono più o comunque sono in via di estinzione; troppo comodo l’uso della tecnologia e dell’elettronica nella fabbricazione dei prodotti rispetto al lavoro manuale, ma nello stesso tempo bisogna dire che molti mestieri non hanno più la loro iniziale importanza economica per essere ancora in uso.

Attraverso un elenco si vogliono ricordare i principali mestieri che, in Sicilia, si sono sviluppati e che tanto hanno dato agli uomini di allora; è chiaro che la maggior parte di essi richiama il territorio di appartenenza quindi si fonda sull’economia e sul commercio locale. Si trattava di lavori complessi che richiedevano sudore e fatica; molti lavoratori svolgevano il loro mestiere per parecchie ore al giorno, spesso partivano anche di notte a piedi o con l’asino in base al luogo che dovevano raggiungere e alla fine della giornata ad essi non rimaneva altro che sedersi a tavola per consumare la loro povera cena.

Le nostre ricerche, basate su tutta l’isola, richiamano termini di uno o altro dialetto; di conseguenza, alcuni lavori possono avere dei nomi differenti in base al luogo o alla provincia dove essi hanno trovato sviluppo.

ARTI E MESTIERI con la lettera G

Venditore di grattatella

Un mestiere antichissimo che consisteva nel vendere la “grattatella” ovvero del ghiaccio tritato che veniva condito con diverse essenze colorate. La grattatella era definito il gelato dei poveri e serviva, alle persone che all’epoca non avevano la “ghiacciera”, per conservare al fresco bottiglie d’acqua, angurie e altro. Si compravano dei blocchi di ghiaccio che venivano sistemati in delle tinozze di zinco usate proprio per mantenere il freddo. Da queste lastre di ghiaccio nacque una nuova forma di gelato che si otteneva “grattuggiandole” e unendo ad esse polpa di frutta. Il venditore, girando per le strade, in particolare in estate vendeva le schegge di ghiaccio condite da frutti e/o sciroppi.

GILATARU (Gelataio)

In realtà il mestiere di gelataio non si riferiva soltanto alla produzione di gelato ma anche e soprattutto a quella della granita. La preparazione della granita non era semplice; il procedimento era lungo e necessitava di precisione nelle dosi. Una volta prodotta, la granita veniva sistemata nei pozzetti. Per mantenerla fresca si usava un tino di legno dentro al quale, posto il pozzetto, si alternavano strati di ghiaccio e sale fino al bordo; nell’ultimo strato si metteva un sacco di juta pressato in modo da bloccare l’eventuale entrata di aria calda. Caricati i pozzetti sul carretto il gelataio andava in giro per le strade a vendere la granita. La giornata di lavoro iniziava molto presto; la produzione della granita ancora in piena notte mentre la vendita aveva inizio intorno alle 7. All’ora di pranzo si tornava a casa e subito dopo si iniziava a lavorare con i gelati che venivano preparati e poi venduti con le stesse modalità al pomeriggio.

GNURI (Cocchiere)

Dopo l’invenzione e la diffusione dell’automobile il mestiere dello gnuri cioè di colui che guidava la carrozza è quasi scomparso. Il carrozzinaio (veniva definito anche così) era a disposizione di coloro che avevano necessita di spostarsi da un posto ad un altro ma nello stesso tempo anche da chi voleva ad esempio essere accompagnato a fare la spesa, alla stazione o al cimitero a trovare i parenti defunti. Diciamo che aveva il ruolo che oggi ha il taxista nell’accompagnare le persone dove esse desiderano anche se i tempi sono sicuramente diversi.

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