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ARTI E MESTIERI con la lettera V

Spesso ci si chiede se oggi si possa ancora utilizzare il termine mestiere o se fosse più giusto parlare di artigiano; sicuramente fino a qualche anno fa quando una persona esercitava un lavoro manuale con cui si guadagnava da vivere veniva visto come colui che esercitava un mestiere e anzi veniva ricordato proprio per il mestiere che faceva. Purtroppo in Sicilia, ma anche in molti altri posti, alcuni antichi mestieri oggi non esistono più o comunque sono in via di estinzione; troppo comodo l’uso della tecnologia e dell’elettronica nella fabbricazione dei prodotti rispetto al lavoro manuale, ma nello stesso tempo bisogna dire che molti mestieri non hanno più la loro iniziale importanza economica per essere ancora in uso.

Attraverso un elenco si vogliono ricordare i principali mestieri che, in Sicilia, si sono sviluppati e che tanto hanno dato agli uomini di allora; è chiaro che la maggior parte di essi richiama il territorio di appartenenza quindi si fonda sull’economia e sul commercio locale. Si trattava di lavori complessi che richiedevano sudore e fatica; molti lavoratori svolgevano il loro mestiere per parecchie ore al giorno, spesso partivano anche di notte a piedi o con l’asino in base al luogo che dovevano raggiungere e alla fine della giornata ad essi non rimaneva altro che sedersi a tavola per consumare la loro povera cena.

Le nostre ricerche, basate su tutta l’isola, richiamano termini di uno o altro dialetto; di conseguenza, alcuni lavori possono avere dei nomi differenti in base al luogo o alla provincia dove essi hanno trovato sviluppo.

ARTI E MESTIERI con la lettera V

VACCARU (Vaccaio)

Colui che si dedicava all’allevamento, alla pulizia, alla mungitura e all’alimentazione delle vacche prende il nome di vaccaru. Il mestiere sembra essere diverso rispetto al pecoraio anche se simile dal punto di vista delle caratteristiche, ma quello legato a capre e pecore questo invece riferito esclusivamente ai bovini.

VANNIATURI (Banditore)

Il banditore o strillatore era un personaggio che, girando per le vie del paese, con voce quasi stridula, accompagnato o da un tamburo o da una tromba, veniva utilizzato o dalle amministrazioni locali o dalla parrocchia o anche da persone private, per comunicare ai cittadini avvisi, ordinanze, fatti, eventi, spettacoli.

Oggi il sistema di comunicazione è notevolmente cambiato, basato su TV, giornali, messaggi ma allora il passaparola era l’unico modo per essere a conoscenza dei vari “eventi” accaduti. Solitamente dopo il rullo del tamburo o il suono della tromba il banditore iniziava la “vanniata” con le classiche parole “Sintiti, sintiti, sintiti ….”.

VARDARU (Sellaio)

Il compito del sellaio era quello di preparare le selle e i basti cioè gli ornamenti che servivano per sellare cavalli e muli. Ogni cosa (varduna, virtuli, visazzi) veniva realizzata su misura, attraverso l’uso di imbottiture e cinghie, pettorali e incollature in cuoio al fine di proteggere gli animali e sfruttarne la propria forza. Spesso questi attrezzi servivano per i lavori dei campi in modo da migliorarne l’aratura e il trasporto di carichi maggiori con uno sforzo minore; le selle, quindi, si presentavano poco ornate e rozze. Nello stesso tempo, però, selle e basti diventavano ricchi ed eleganti quando servivano a bardare a festa gli animali durante ricorrenze paesane.

VASTASU (Facchino)

Il facchino o portabagagli era addetto al trasporto di valigie, casse e bagagli vari. In modo particolare lavorava nelle stazioni, nei porti e in qualunque posto adibito al trasporto. Il lavoro veniva svolto in cambio di qualche mancia. Oggi, non esiste più, in quanto sostituito dai carrelli.

VINNIGNATURI (Raccoglitore di uva)

Colui che era impiegato nella raccolta dell’uva dalle viti prendeva il nome di vinnignaturi, termine riferito chiaramene alla vinnigna (vendemmia). La figura era diversa rispetto a quella di chi lavorava all’interno del “parmento” in quanto il mestiere del raccoglitore avveniva all’esterno, in mezzo alle viti. La bravura stava nella capacità di tenere il passo con i compagni di lavoro e nel non far cadere chicchi di uva a terra. A volte il vinnignaturi aveva anche il compito di trasportare l’uva, raccolta in casse o “panari” al palmento.

VURDUNARU (Mulattiere)

Il mulattiere era la persona che guidava i muli o i cavalli per il trasporto di merci e prodotti agricoli. Di solito si trovava a capo di 5 o 7 muli legati in fila uno con l’altro, e, cavalcando la prima mula (abitualmente più tranquilla e robusta delle altre) percorreva le mulattiere ovvero strade percorribili solo con bestie da soma che trainavano un carro senza ruote ove si trovava il materiale da trasportare (soprattutto grano).

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