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Il siciliano è un dialetto italo – romanzo appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee; viene spesso definito come dialetto meridionale estremo, insieme al salentino (Puglia meridionale) e al calabrese centro – meridionale, proprio a causa della posizione delle tre regioni nel territorio italiano.
Molti studiosi sostengono, viste le notevoli differenze sia in ambito morfologico – sintattico come anche in quello lessicale, che il dialetto siciliano possa essere definito come un’”idioma separato” rispetto all’italiano.
A parziale conferma di ciò, è noto che il siciliano deriva direttamente dal latino, costituendo la prima lingua letteraria italiana come vera e propria forma d’arte.

Anche Dante nel “De vulgari Eloquentia” sostiene che:
“II volgare siciliano si acquistò fama prima e innanzi agli altri per il fatto che molti poeti indigeni poetavano in siciliano e per il fatto che la corte aveva sede in Sicilia è accaduto che tutto ciò che si è prodotto di poetico prima di noi fu detto siciliano; denominazione che anche noi qui manteniamo e che nemmeno i posteri potranno mutare”.

Lo stesso Dante definì la produzione poetica siciliana con il nome di “ Scuola Siciliana” affermando come i precursori della produzione letteraria e poetica in lingua volgare italiana furono proprio i poeti siciliani appartenenti a questa scuola. Proprio il capoluogo della regione, ovvero Palermo, diventò il centro principale della poesia siciliana. Tra i più famosi poeti di lingua siciliana troviamo Cielo D’Alcamo e Giacomo da Lentini, da molti definito l’inventore del “sonetto” e ritenuto proprio da Dante, il caposcuola della lirica siciliana.
L’aspetto geografico dell’isola, ha permesso al dialetto siciliano di non essere influenzato da altri idiomi o comunque da parlate delle altre zone “italiane”. Ciò ha comportato una certa somiglianza tra tutti i dialetti della Sicilia, che comunque si differiscono per alcuni tratti fondamentali. Visti i diversi e molteplici aspetti e le notevoli influenze che si sono avute all’interno della storia della Sicilia è molto complesso riuscire a comprenderne tali tratti e soprattutto distinguere le varie influenze linguistiche subite dalle diverse aree dell’isola.
Oggi il dialetto siciliano è parlato da circa 5 milioni di persone in Sicilia, ma nello stesso tempo da moltissime persone emigrate o discendenti da emigrati, nelle zone geografiche dove, in particolare agli inizi del 1900, essi hanno trovato lavoro. Il riferimento riguarda gli USA, il Canada, l’Australia, l’Argentina, il Belgio, la Germania e la Francia meridionale.
Il siciliano, inoltre, viene anche utilizzato come lingua familiare, in particolare nei momenti informali, tra amici o tra persone in stretta relazione; infine la produzione letteraria, in cui vi è l’utilizzo della lingua è varia, soprattutto nel campo della poesia.
Nel corso del secolo scorso e non solo, il dialetto siciliano ha raggiunto nuovamente importanza grazie ad autori come Pirandello, Verga, Capuana, Buttitta fino al contemporaneo Camilleri.

 

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