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BROLO

Brolo-Stemma

Provincia Messina
Altitudine 8 m s.l.m.
Superficie 7,86 Km²
Abitanti 5.888
Denominazione Brolesi
Santo Patrono

Maria Santissima Annunziata – 25 Marzo e ultima domenica di Maggio

 

Informazioni

Appartenente ai borghi più belli d’Italia, il comune di Brolo è posizionato a circa 90 chilometri a ovest di Messina; bagnato dal Mar Tirreno e nello stesso tempo, visibile nella parte meridionale la catena dei Monti Nebrodi. Il borgo è soprattutto pianeggiante bagnato da tre importanti corsi d’acqua: nella parte orientale la fiumara di Sant’Angelo di Brolo, mentre il torrente Iannello e la fiumara di Brolo attraversano il paese. Importante la presenza di diverse frazioni (Lacco, Piana, Iannello, Parrazzà ecc..) che contribuiscono in modo evidente all’aumento demografico e all’espansione territoriale del comune, con insediamenti nella parte collinare dello stesso.

 

Cenni Storici

Il nome del borgo deriva dal termine latino “Brolium” cioè giardino; le informazioni storiche su Brolo si ricavano da un’antica carta romana che narra come il territorio sia stato al centro dei principali scambi (vista la sua posizione) dei mercanti siciliani; alcuni lo vedono come un antico borgo di pescatori, altri come una specie di granaio del popolo romano. Certa la sua fondazione e il suo sviluppo intorno al Castello, sorto intorno al 1200 in piena epoca medioevale su una parte di costa rocciosa, come luogo di difesa del tratto costiero tra Capo d’Orlando e Capo Calavà. In epoca normanna il castello viene definito “voab” cioè Rocca marina. L’importanza della cittadina in epoca antica è evidente; il porto di Brolo era l’unico presente in questo tratto di litorale, in particolare fondamentale per l’avvistamento di navi nemiche. Nel corso dei secoli ritroviamo diversi signori protettori del luogo, tra di essi gli Aragonesi (secondo gli storici proprio a loro si deve il primo insediamento urbano), i Lancia, che rimasero certamente fino al 1700 e i Longarini.

 

Passeggiando….

La parte alta del paese con le sua cinte murarie, le strette e tortuose vie, le caratteristiche scalinate medioevali rappresenta la parte storica del borgo con un chiaro richiamo al passato; a ciò si contrappone la bellezza del panorama, soprattutto se osservato dal Belvedere.

Il simbolo della città è sicuramente costituito dal Castello; l’edificio, che vede sulla facciata lo stemma della signoria dei Lancia è accostato ad una grande torre, di forma quadrata con speroni enormi e caratteristiche tipiche del Medioevo ancora intatte e visibili. La bellezza del panorama, legata alla vista dalla sommità della torre, tra le coste di Capo d’Orlando e di Capo Calavà, con lo sfondo delle Isole Eolie, risulta essere veramente incantevole.

La città è legata ad un’antica leggenda che va avanti da secoli e che i pescatori del posto ancora raccontano. Il riferimento è quello alla famiglia dei Lancia e in particolare alla principessa che, si dice, amasse affacciarsi alla finestra del Castello e ammirare il mare. Ciò mentre aspettava il suo spasimante che arrivava con una piccola barca sotto le mura del castello e la raggiungeva in segreto. Ma, un giorno, i due furono scoperti dal principe, fratello della principessa che, geloso e arrabbiato, uccise lo spasimante che aveva insidiato la sorella. Anche l’uccisione è avvolta nella leggenda: lo aspettò su uno scoglio bianco, detto anche “scoglio del pianto” e lo uccise. La sorella, che di nome faceva Maria, attese a lungo lo spasimante, sospirando e piangendo e lasciandosi pian piano morire.

Lasciando da parte le leggende, una delle principali attrattive del turismo brolese è quella riferita alla seconda domenica di settembre, in cui nella frazione Lacco, avviene la Festa del Fuoco, chiamata anche “Luminaria del Lacco“, in onore della patrona Madonna Addolorata per ricordare la statua della Vergine che rimase incolume durante un incendio; si tratta di una delle tradizioni più importanti del territorio.

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