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Capizzi

Capizzi-Stemma

 

Provincia Messina
Altitudine 1.100 m s.l.m.
Superficie 70 Km²
Abitanti 3308
Denominazione Capitini
Santo Patrono San Nicola – 6 Dicembre

Informazioni

Capizzi è un comune interno della Sicilia che sorge intorno al colle Verna, nella parte meridionale dei Monti Nebrodi, nei pressi del fiume Simeto. Gli abitanti vengono chiamati Capitini, meglio conosciuti con il termine dialettale Capizzuoti. Il simbolo della città è un guerriero dotato di corazza e pileo (cappello a forma di cono usato nell’antichità) senza le braccia anche se pronto a difendere la propria patria, in questo caso il proprio paese.

Il territorio è in gran parte boschivo, quindi molto sviluppata la pastorizia con la presenza di numerosi pascoli che consentono un fiorente allevamento, in particolare di ovini e di bovini.

Cenni Storici

Sulle origini di Capizzi ci sono diverse ipotesi, anche se tutte uniformi nel far risalire le origini della città al tempo degli antichi popoli italici, Siculi e Sicani su tutti; proprio questi due popoli, spinti con molta probabilità dalla presenza dei Greci sulla costa orientale dell’isola, si spostarono verso l’entroterra portando alla fondazione di diversi centri attuali; l’epoca greca viene anche ricordata per lo sviluppo dell’agricoltura in particolar modo quella riferita alla pastorizia.

È certa la presenza della città nel periodo romano, ciò testimoniato dallo stesso Cicerone nelle proprie opere (le Verrine). Con l’arrivo dei Barbari anche le coste siciliane vennero prese d’assalto da irruzioni e scorrerie piratesche comportando lo spostamento della popolazione costiera verso l’entroterra, causando notevoli problematiche al fabbisogno dei popoli. Furono i Bizantini a trasformare Capizzi in una vera e propria città. Con l’arrivo degli Arabi la città venne chiamata Qajsi o Kabith, e venne eretto un castello, simbolo del periodo, con chiara intenzione difensiva. Se nel periodo normanno la città conobbe un periodo di crisi con l’arrivo degli Svevi la situazione peggiorò ancor di più; Federico II, infatti, pose un sistema fiscale molto esoso e sgradito che causò la partenza di molti capitini dalla propria terra con il conseguente trasferimento nel capoluogo Palermo. Qualche piccolo risveglio si ebbe nel periodo Angioino ma, solo a partire dal 1600 la città conobbe una ripresa da un punto di vista economico, culturale e demografico.

Passeggiando….

Visitando Capizzi non si può non partire dal Santuario di San Giacomo, il principale luogo di pellegrinaggio della città. Il santuario è stato costruito sotto la dinastia degli Aragonesi, ciò testimoniato dall’immagine dell’aquila al centro della navata centrale, simbolo della dinastia aragonese. La parte interna del santuario è ricca sia di dipinti come anche di opere scultoree e marmoree di rara bellezza: una tra esse, accanto alla statua di San Giacomo, quella della Madonna del Soccorso, realizzata intorno al 1517 dal Gagini. Uno dei monumenti più antichi della città è rappresentato dalla Chiesa di San Nicolò che, è anche la Chiesa Madre della città; in particolare il campanile risale sicuramente al periodo greco – romano. Nei secoli successivi sono stati eseguiti diversi lavori che hanno ridefinito la pianta della Chiesa, le tre navate interne, le colonne in pietra e i capitelli di ordine dorico. Tra le attrattive interne, l’organo risalente alla seconda metà del 1500.

Tra le altre chiese importanti quella di Sant’Antonio da Padova (interessante il suo portale in pietra), quella della Madonna delle Grazie e quella di San Bartolomeo.

Tra i principali siti da visitare il Collegio di Maria, il Palazzo Russo e il Palazzo Larcan.

In campo culturale e religioso da segnalare i festeggiamenti in onore di San Giacomo con il famoso abbattimento del muro (si veda sezione Tradizioni), la festa di Sant’Antonio da Padova con il famoso pellegrinaggio tra i boschi dei Nebrodi e la prima domenica dopo Pasqua la tradizionale processione della Madonna delle Grazie con la partecipazione di tutte le confraternite della città.

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