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Influenze “straniere”

Le molte influenze sulla lingua siciliana sono dovute al fatto che la Sicilia, nel corso dei secoli, è stata visitata da molte popolazioni (vista la propria posizione geografica); ciò ha comportato una varietà di termini e forme grammaticali veramente numerosa.

Volendo fare una rapida catalogazione di quelle che sono state le principali influenze in ambito linguistico bisogna sicuramente partire dalle origini preistoriche.

Influenza mediterranea e indoeuropea antica

Le prime influenze, visibili ancora nel siciliano di oggi, sono quelle che fanno riferimento alla preistoria in particolare agli elementi mediterranei ed a quelli indoeuropei. Oggi possiamo affermare che vi sono delle parole utilizzate che hanno un chiaro riferimento ad un’origine mediterranea antica, in particolare quelle di argomento bucolico. Tra queste:

  • Alastra; generica di alcune specie di leguminose spinose

  • Ammarrari; costruire un canale ma anche fermare una corrente d’acqua

  • Calancuni; onda alta e impetuosa di fiume o di torrente in piena

  • Timpa; una pietra grande

Altri sono i termini di chiara origine indoeuropea; molti sostengono il richiamo al popolo dei Siculi, anche se, il Siculo sembra derivi o comunque prenda spunto dal latino. Tra queste:

  • Dudda; mora

  • Scrozzu; venuto su a stento

  • Sfunnacata; moltitudine

Influenza latina

L’influenza che il modo latino ha avuto sulla lingua siciliana è stata sicuramente molto forte anche se lenta e contrastata dalle continue lotte tra il mondo romano e quello cartaginese; si può però affermare che la parte della popolazione che entrò in contatto con la lingua latina, non perse mai tale vicinanza neanche dopo le dominazioni greche ed arabe.

L’influenza che il mondo “romano” ha avuto sul siciliano fa riferimento a due diverse “ondate”: una più antica, basata sul sistema fonetico latino, con le vocali finali pronunciate sempre in modo chiaro; l’altra influenzata da elementi “greci” in cui si assiste a tre grandi novità: a) nasce la metafonia, cioè il cambio vocalico, in particolare nelle province di Ragusa, Enna e Caltanissetta, per cui le vocali cambiano sotto l’influenza della “u” finale, come in “muortu“; b) i gruppi consonantici “nd” e “mb” si assimilano in “nn” e “mm”, “quannu” per “quando“; c) in particolare nella provincia di Catania, la “d” che si trova tra due vocali diventa “r”, come in “cririri“, per “credere”.

Tra le parole del latino “antico” che oggi vengono utilizzate nelle parlate quotidiane ritroviamo:

  • Muscaloro; ventaglio per le mosche

  • Grasciu; grosso ma anche sporco

  • Oggiallannu; l’anno scorso

  • Antura; poco fa

Influenza greca

Le influenze della lingua greca su quella siciliana sono molteplici; non è semplice comprendere il periodo di tale influenza se collegato all’epoca arcaica o a quella bizantina, né tantomeno se il lessico possa realmente far riferimento ai Greci o se sia stato tramandato in Sicilia per altre vie.

L’influenza greca rimane fortemente visibile anche dopo che i romani iniziarono ad avere il controllo sulla Sicilia.

Nei richiami alla lingua greca, la lingua siciliana ha ereditato ad esempio la lettera “X”, anche se, in modo sbagliato tradotta con “sci” invece del suono “chi”. Solo per fare qualche esempio

  • Xiùmi; fiume;

  • Xiùri; fiore;

  • Xiàtu; fiato;

  • Xiuxiàri; soffiare;

  • Xiàuru; profumo;

Molte altre le parole di origine greca anche se, di alcune di esse non è ben chiara la provenienza, ovvero se essa si riferisca solo al greco o anche al latino. Qualche esempio….

  • Appìzzari; appendere

  • Babbaluci; lumaca

  • Babbiari; scherzare

  • Bucali; boccale

  • Bùmmulu; recipiente per l’acqua

  • Carusu; ragazzo

  • Cirasa; ciliegia

  • Cacòcciuli; carciofi;

  • Crastu; montone

  • Rasta; vaso da fiori

  • Naca; culla

  • Nicu; piccolo

  • Pitusinu; prezzemolo

  • Tuppiari; bussare

Influenza araba

A partire dal IX secolo dopo la nascita di Cristo la Sicilia viene conquistata dagli Arabi, ciò ha comportato una costante crescita sia dal punto di vista economico come anche da quello intellettuale e culturale. La conseguenza di questo è stata una notevole influenza in chiave linguistica; anche in questo caso i principali termini di origine araba sono quelli riferiti all’ambito bucolico e agreste, con riferimenti alla campagna e a tutto ciò che a essa si riferisce. Così come ci viene tramandato dalla storia gli Arabi hanno introdotto nuove specie di piante come anche un nuovo sistema di irrigazione. Tra i termini di chiara origine araba ne ricordiamo alcuni:

  • Balata;  pietra o balaustra

  • Cassata; una torta tipica siciliana

  • Favara; sorgente d’acqua

  • Gebbia; vasca di conservazione dell’acqua

  • Mischinu; poverino

  • Taliàri; guardare

  • Tùmminu; tumolo (misura agraria)

  • Zagara;  fiore dell’arancio

  • Zibbibbu; tipo di uva

  • Zuccu; tronco dell’albero

Sono molti anche i nomi riferiti a città o paesi che derivano direttamente dall’arabo o perché fondati dagli stessi musulmani o perché fanno riferimento al popolo che fino alla fine dell’XI secolo si è ritrovato all’interno dell’isola.

Influenza normanna

Anche la dominazione normanna ha lasciato il suo segno; quando i Normanni iniziarono a conquistare l’isola (1061 d.C.) avevano già il controllo sull’Italia meridionale; nel momento in cui tutta la Sicilia venne conquistata contemporaneamente molti termini passarono e “contaminarono” il lessico siculo. Tra di essi:

  • Accattari; comprare

  • Accia; sedano

  • Appujari; appoggiare

  • Buatta; barattolo

  • Nzajari; provare

  • Lariu; brutto

  • Quasetti; calze

  • Racìna; uva

  • Raggia: rabbia

  • Stujari; asciugare

  • Travagghiari; lavorare

  • Truppicari; inciampare

Le influenze galliche

Tra le influenze galliche una tra le più importanti è quella lombarda; ancora oggi esistono i dialetti gallo – italici, sviluppatasi nelle zone dove la presenza dei lombardi fu particolarmente intensa e vigorosa: San Fratello, Novara di Sicilia, Nicosia, Sperlinga, Aidone, Piazza Armerina sono solo alcuni esempi. Con il passare del tempo l’influenza lombarda perse energia e vigore; molte altre le zone dove la presenza dei Galli ha avuto notevoli riscontri ma purtroppo, non ci sono dei riferimenti in campo linguistico.

Tra i termini chiaramente collegati ai Galli ritroviamo:

  • Soggiru; suocero

  • Cugnatu;  cognato

  • Figghiozzu;  figlioccio

  • Orbu; cieco

  • Unni; dove

Un’altra influenza gallica è quella riferita al provenzale antico; si dice che le cause che portarono a tale influenza linguistica nel siciliano di oggi siano sostanzialmente tre: a) la presenza dei Normanni provenienti dalla “Francia” vera e propria, il cui numero sembra sia difficile da stabilire con certezza. Sicura la presenza nella parte nord – orientale dell’isola (a San Fratello, in provincia di Messina, si parla un dialetto gallo – italico influenzato chiaramente dal vecchio provenzale), ciò comporta l’esistenza di un numero significativo di soldati, provenienti dalla Provenza in tale zona della Sicilia; b) alcune parole legate al lessico provenzale si dice siano “passate” al dialetto siculo solo in un periodo successivo a quello normanno vero e proprio, si parla di XII secolo; c) la nascita della scuola poetica siciliana fa chiaro riferimento alla tradizione provenzale dei trovatori.

I principali termini, legati alla tradizione provenzale, oggi molto utilizzati nel gergo siciliano sono:

  • Addumari;  accendere

  • Aggrifari;  rapinare

  • Banna; lato

  • Burgisi; cittadino

  • Lavanca; precipizio

  • Paru;  uguale

Le influenze iberiche

Si può affermare con certezza che le influenze delle lingue iberiche (aragonese, catalano e castigliano) sulle parole oggi utilizzate nella lingua siciliana sono molto forti e vigorose; si dice che quella spagnola, dal punto di vista linguistico, sia la dominazione che maggiormente ha inciso sulla popolazione sicula. Tutte le parti della lingua (lessico, grammatica, sintassi) sono state influenzate dalla lingua spagnola. Da un punto di vista grammaticale dal castigliano deriva l’uso del complemento oggetto della preposizione “a” con nomi di persona (Aspittamu a tò frati; Aspettiamo tuo fratello) o anche la costruzione “havi” + “ca” (Havi du anni ca ….; è da due anni che …).

Per quel che riguarda il lessico, dal castigliano:

  • Accurdàrisi; accontentarsi

  • Ajeri; ieri

  • Assira; ieri sera

  • Criàta; serva

  • Cucchiara; cucchiaio

  • Curtigghiu; pettegolezzo

  • Isari; alzare

  • Làstima; lamento

  • Nzajari; provare

  • Ntonzi; allora

  • Scupetta; fucile

  • Paraccu; ombrello

  • Palumma; colomba

  • Pigghiari; prendere

  • Pignata; pentola

  • Punzeddu; pennello

  • Simana; settimana

  • Struppiarisi; farsi male

  • Zita; fidanzata

.. dal catalano

Tra i verbi maggiormente utilizzati in dialetto siciliano, il verbo “dunari” (dare, in italiano) deriva dal catalano “donar”; tra le altre influenze

  • Abbuccari; cadere di lato

  • Addunarisi; accorgersi

  • Affruntàrisi; vergognarsi

  • Anciova; acciuga

  • Arricugghìrisi; rientrare

  • Arriminari; mescolare

  • Banna; in forme composte come ddabbanna, ccabbanna; di là, di qua

  • Capuliari; tritare

  • Cascia; cassa

  • Muccaturi; fazzoletto

  • Nzirtari; indovinare

  • Pila; vasca

  • Priàrisi; rallegrarsi

  • Sgarrari; sbagliare

  • Stricari; strofinare

Le influenze anglo – americane

Le grandi migrazioni di fine 1800, verso le Americhe in particolare, hanno influenzato molti termini siciliani, i molti abitanti dell’isola trasferitisi nelle varie Little Italys, con il ritorno in patria hanno “condizionato” il gergo linguistico; la successiva globalizzazione post seconda guerra mondiale è stato un ulteriore momento in cui si è avuto lo “scontro” tra due lingue completamente opposte sia in chiave geografica come anche in quella culturale.

Tra i termini ricordiamo:

  • Firrabbottu;  traghetto

  • Piscipagnu; pino

  • Bissinìssi; affare

  • Friggideri; frigorifero

  • Sghella; ragazza

  • Buffinissa; giocare per finta 

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