Seleziona una pagina

Le Rocche del Crasto

Tra le principali attrazioni naturalistiche dei Monti Nebrodi troviamo le rocce, di natura calcarea, probabilmente risalenti all’era Mesozoica (le più antiche della Sicilia), delle Rocche del Crasto, all’interno del territorio dei comuni di Longi, Alcara Li Fusi e San Marco d’Alunzio.

Il nome fa riferimento al siciliano crastu, ovvero al maschio della pecora; ma, nello stesso tempo, identifica l’antica città greca fortificata di Krastos, di cui, ancora oggi, troviamo alcuni resti.

Dal punto di vista storico il luogo è legato a numerosi miracoli e leggende, soprattutto grazie alla presenza di pareti calcaree che formano notevoli strapiombi; a tutto ciò si aggiungono le piccole grotte, tra cui la grotta Lauro, che si trova sul versante di Alcara Li Fusi.

Le Rocche, di cui si rilevano quattro diverse punte, raggiungono la vetta più elevata in quella localizzata a 1315 metri, dalla quale si può osservare tutta la catena dei Nebrodi, con le vette di Monte Soro e di Serra del Re. Uno dei luoghi più interessanti è la valle Calanna, nella parte orientale, grazie alla presenza di una parete rocciosa, con uno strapiombo di circa 200 metri, ove ritroviamo nidi di aquile reali.

In ambito naturalistico, la parte “longese” presenta parti boschive con querce, cerri e roverelle; mentre sono pochi i castagni, gli arbusti e i noccioleti. In questa parte è possibile ammirare la ghiandaia e il codirosso spazzacamino, un uccello tipico dell’Europa Meridionale.

Nel versante “alcarese”, viste le maggiori pareti rocciose verticali, è presente la macchia mediterranea con presenze di Euforbia Arborea e di ginestra, poche invece, le roverelle e gli aceri. In chiave faunistica, dopo l’estinzione degli anni Sessanta del secolo scorso, è stato reintrodotto il grifone, con la sua apertura alare di oltre due metri.

Le Rocche sono ricche di sorgenti in entrambi i versanti, ed è proprio qui che è possibile osservare, in primavera inoltrata, le orchidee di palude.

Altri animali presenti, anche se più difficili da incontrare, sono lepri, conigli, volpi, istrici, donnole, ricci e martore; al contrario, di facile incontro risultano essere tanti animali domestici come mucche, cavalli, capre e pecore, lasciati tranquillamente al pascolo tra le pianure ed i pendii delle montagne.

Sulle Rocche incontriamo, infine, un’ape solitaria nera, tipica dell’Europa centrale e meridionale che alleva le sue larve all’interno di fori di due o tre centimetri, scavati nel legno.

Nel periodo primaverile cominciano a fiorire gli anemoni e i bucaneve.

Per poter accedere alle Rocche vi sono tre diversi luoghi di partenza, tutti percorribili a piedi:

  • da Longi, partendo dalla frazione Filipelli, attraverso un sentiero montano

  • da Alcara Li Fusi, attraverso un’antica mulattiera

  • da Portella Gazzana, attraverso un’ampia strada sterrata 

rocche-del-crasto

Pin It on Pinterest

Share This