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Lucio Piccolo

Lucio_Piccolo

Uno dei più importanti poeti dei “Nebrodi” è sicuramente Lucio Piccolo che, nato a Palermo nel 1901 trascorse la sua vita tra la sua città natale e quella di Capo d’Orlando ove intorno agli anni Trenta si era trasferito, in una villa in stile ottocentesco.

«Il palazzo di Capo d’Orlando più che una casa sembrava una favola campata in aria. Onde marine, nubi, folate di vento, gabbiani, corvi, gatti neri, spiriti, anime di crociati, anime in pena e santi vagabondi stanchi di paradosi dividevano con il nostro poeta quella solitudine dorata» (Gonzalo Alvarez Garcia, Le zie di Leonardo, Milano, 1985).

La sua parentela con Giuseppe Tomasi di Lampedusa (era infatti il cugino) fu di notevole importanza per la scoperta dei principali autori europei contemporanei come Proust o Rilke. Tra le sue opere ricordiamo le 9 liriche del 1954, il suo esordio come poeta nel 1956 con Canti Barocchi e altre liriche, nel 1960 Gioco a Nascondere e nel 1967 la raccolta Plumelia. Le 9 Liriche, con le dieci poesie dei Canti barocchi e altre liriche, presero posto nella collana “Poeti dello Specchio” Mondadori con prefazione di Eugenio Montale. Dopo queste opere Lucio rimase appollaiato e “ingufito” sulla sua poltrona (da qui il nomignolo “u cuccu”, “il gufo”, con cui veniva chiamato in famiglia) fino al 1969 anno in cui, improvvisamente morì. Il grande scrittore Vincenzo Consolo diceva di lui: «Frequentai Piccolo per anni, andando da lui, come per un tacito accordo, tre volte la settimana. Mi diceva ogni volta, congedandomi: “Ritorni, ritorni, Consolo, facciamo conversazione”. E la conversazione era in effetti un incessante monologo del poeta che io ascoltavo volta per volta ammaliato, immobile, nella poltrona davanti a lui. Era per me come andare a scuola da un grande maestro, a lezione si letteratura, di poesia, impartita da un uomo di sterminata cultura».

Allontanandosi dai panorami contemporanei la sua poesia ricalca lo stile barocco, è ricca di immagini, di elementi oscuri, di proliferazioni tipiche dello stile del 1600. Altrettanto tipico il richiamo alla realtà quotidiana, anche se non legata al mondo siciliano del quale manca qualsiasi riferimento, anche in ambito lessicale.

Alla morte di Lucio, il fratello Casimiro e la sorella Agata Giovanna decidono di istituire a Villa Piccolo (Capo d’Orlando) la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, al fine di salvaguardare il grande patrimonio culturale e poetico lasciato da Lucio.

Nel 2013, grazie alla collaborazione fra la Fondazione e Mariel Piccolo di Calanovella, erede di Lucio Piccolo, è stata diffusa una sua poesia inedita del periodo giovanile, intitolata “A Casimiro Piccolo“, dedicata proprio al fratello e fino ad ora mai resa pubblica.

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