Seleziona una pagina

Con la catena delle Madonie (in siciliano Marunìi, ma dalla denominazione divulgata nel 1500 e, con ogni probabilità, riferita ai “luoghi alti della montagna”, da qui il latino Maroneum) ci spingiamo sul versante centro – nord della Sicilia; di tale itinerario fanno parte esclusivamente comuni della provincia di Palermo.

Da un punto di vista geografico le Madonie presentano, dopo l’Etna, le vette più alte della Sicilia; esse sono separate a est, dai Nebrodi, dal fiume Pollina, a ovest si estendono fino al fiume Torto, a nord il confine è costituito dal Mar Tirreno, mentre a sud segnano il confine con la provincia di Caltanissetta.

Il torrente Castelbuono, oltre a scorrere lungo tale percorso, divide la catena montuosa in due parti: da un lato troviamo le Madonie meridionali mentre dall’altro quelle nord – occidentali, attraverso un percorso che da sud si dirige a nord per poi deviare verso est e immettersi nel fiume Pollina.

La principali vette risultano essere: Pizzo Carbonara (1979 metri di altezza) a cui seguono Pizzo Antenna Grande (o della Principessa, 1977 metri), Pizzo Palermo (1964 metri), Monte San Salvatore (1912 metri) e Monte Ferro (1906 metri); ampie vallate separano tali vette dal massiccio del Cervi (1794 metri) che contiene le principali riserve idriche delle Madonie, rifornendo, insieme ad altri paesi, anche Palermo, attraverso fiumi (soprattutto l’Imera), torrenti e corsi d’acqua.

Da un punto di vista geologico il sistema montuoso delle Madonie può essere diviso in tre grandi raggruppamenti principali:

Quello centrale: caratterizzato da rocce di natura calcarea (Pizzo Carbonara)

Quello occidentale: caratterizzato da rocce basaltiche (Monte dei Cervi)

Quello nord – orientale: caratterizzato da elementi argillosi e sabbiosi con vette meno elevate.

Anche in questo caso, all’interno della catena montuosa è presente un parco di cui fanno parte 15 comuni, tutti della provincia di Palermo.

Rispetto ad altri itinerari il concetto di Madonie ha riferimenti storici molto antichi. Il territorio costituiva un’importante via di comunicazione già in periodo preistorico e nello stesso tempo divenne sede degli uomini primitivi, che sfruttavano all’interno di esso il rifugio ma, nello stesso tempo, la possibilità offerta sia dalle montagne come anche dai boschi. Tutto ciò è dimostrato dalla presenza di graffiti e pitture ritrovate in alcune grotte, figure danzanti in un rito magico propiziatorio, forse “sciamani”; ciò sicura testimonianza di un antico popolo che abitò l’isola.

Il periodo di massimo splendore di tale percorso fu quello dei Normanni, i quali, seppero raccogliere e utilizzare l’eredità culturale araba, greca e romana; di tale periodo, fondamentale ricordare l’intensa attività culturale che va sotto il nome di Scuola Siciliana ma, nello stesso tempo, la convivenza di varie etnie e diverse fedi religiose.

Così come raccontato dai libri di storia, il periodo successivo, ovvero quello della dominazione spagnola, è caratterizzato da una notevole attività artistica, contemporaneamente alla costruzione di grandi edifici, in particolare dei conventi monastici e dello sviluppo dei centri urbani con alcune straordinarie costruzioni, sia in campo militare come anche in quello ecclesiastico.

Nel periodo borbonico le Madonie sono state al centro di una crescita e di uno sviluppo per ciò che riguarda l’edilizia, l’industria e il commercio.

Nella prima metà del secolo scorso tutta la Sicilia, ha avuto un ruolo pressoché marginale che non ha inciso in modo significativo sulla storia del ‘900; invece, durante la seconda guerra mondiale, le zone delle Madonie furono vittima di pesanti bombardamenti sin dai primi giorni del conflitto, operati dall’aviazione francese e da quella inglese. Con l’intervento degli Stati Uniti, i bombardamenti si fecero disastrosi e generalizzati, distruggendo intere zone, causando centinaia di vittime civili ed infliggendo gravissimi danni al patrimonio artistico dei diversi paesi.

Oggi, la massiccia presenza del bosco, rifugio sicuro e vitale, e ancora fonte inesauribile di sussistenza economica, ha aggregato centri urbani che su questa presenza hanno fondato la ragione della loro esistenza; ciò ha determinato nel corso del tempo il sorgere di collegamenti e relazioni nonché integrazioni tra i diversi paesi.

La cultura locale dimostra la capacità di trattare elementi poveri sia nella cultura materiale che in quella figurativa: se i marmi e gli scultori venivano da Palermo, (come i Gagini), il legno era lavorato qui da frati e da una scuola che ebbe in frate Umile da Petralia la sua più alta espressione.

Tra le principali attrazioni del percorso ritroviamo:

Il duomo di Cefalù con il Cristo Pantocratore

Il Santuario di Gibilmanna

Il Vallone della Madonna degli Angeli

Il Piano Pomo e il Piano Battaglia

Il santuario della Madonna dell’Alto (1819m)

Le Gole del Tiberio (lungo il fiume Pollina)

La grotta dell’Abisso del Vento, quella dell’Inghiottitoio della Battaglietta, la Grotta delle Zanzare, la Grotta del Canalone, il Pozzo di Minnonica.

Pin It on Pinterest

Share This