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Monte Soro

La vetta più alta dei Monti Nebrodi, con i 1847 metri sul livello del mare, è rappresentata da questo monte, dalla cui cima è possibile ammirare un panorama vasto e sicuramente indimenticabile: nella parte settentrionale la costa tirrenica con le Isole Eolie, ad oriente la Serra del Re, nella parte meridionale la cima dell’Etna ed infine nella zona occidentale le principali vette delle Madonie (Pizzo Antenna Grande, Pizzo Palermo e Monte San Salvatore su tutte).

I Monti Nebrodi trovano in questa loro parte un territorio dolce con cime arrotondate e con rocce argillose, ambiente del tutto diverso se paragonato alle rocce calcaree con paesaggio quasi dolomitico delle Rocche del Crasto, di cui si parlerà nell’articolo dedicato.

Per raggiungere il monte è necessario percorrere la strada che congiunge San fratello a Cesarò nei pressi del bivio di Portella Femmina Morta fino a Portella Calacudera. Da qui, è possibile intraprendere due percorsi, o verso sinistra e, di conseguenza raggiungere il lago Maulazzo e il Lago Biviere (dei quali si parlerà nello specifico nella sezione ad essi dedicata), oppure salire verso destra e, quindi arrivare alla vetta del monte, attraversando boschi di faggio, inizialmente meno fitti per poi diventare sempre più compatti e quasi impenetrabili. Insieme ai faggi è possibile notare aceri e frassini. Prima di raggiungere la cima ci si “scontra” con l’acero Montano, uno dei più grandi d’Italia con i suoi 22 metri di altezza e sei di “larghezza”.

Negli ultimi anni, l’area di Monte Soro è stata invasa dalle antenne televisive; infatti, vista l’altitudine, è stato installato un ripetitore della Rai grazie al quale il segnale copre un’area molto vasta.

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