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Nicola Spedalieri

Spidaleri

Nicola Spedalieri è nato a Bronte il 6 Dicembre 1740. Fu un grande filosofo, nonché sacerdote, autore dell’opera “De’ diritti dell’Uomo” attraverso la quale per primo in Italia parlò dei diritti naturali dell’uomo e degli ideali di uguaglianza e di libertà. Studiò a Bronte, nel­l’Oratorio di S. Filippo Neri. Proseguì gli studi nel seminario di Monreale.

La sua prima opera si riferisce a 184 fogli manoscritti, confluenti in undici orazio­ni. Le sue idee si scontrarono con i principali teologi palermitani; a causa di questo venne accusato addirittura di eresia e nel 1773, proprio per questi motivi, si allontanò definitivamente dalla Sicilia per trasferirsi a Roma, anche se, soprattutto il primo periodo fu caratterizzato da disagi, sconforto e grande miseria. In pochi mesi venne fuori la sua vena culturale e nel giro di poco tempo venne ammesso all’accademia dell’Arcadia, ponendosi come difensore del Cristianesimo e della veridicità della Sacra Scrittura.

Le sue opere richiamano proprio la difesa della Religione, tra esse quella più importante “De’ Diritti dell’Uomo”, ove volle avvicinare la Chiesa (ci troviamo alla fine del 1700, in piena Rivoluzione Francese) alle idee di democrazia e libertà. La società deve basarsi su ideali come il rispetto, la carità, la fratellanza; erano questi gli ideali principali dello Spedalieri. L’opera ebbe uno straordinario successo; venne ristampata quattro volte. Oggi, una edizione contraffatta è presente a Bronte nella biblioteca del Real Collegio Capizzi. L’opera, però, suscitò notevoli critiche, tanto da essere ritenuta pericolosa e sovversiva, e proibita fino al 1860 in tutte le corti e i regni d’Europa.

Nicola Spedalieri morì improvvisamente a Roma nel 1795, tanto che, visti i suoi numerosi avversari, alcuni sostengono che sia stato avvelenato. L’unico documento che può realmente fare riferimento alla sua morte si trova nella Basilica Vaticana, in cui si sostiene che il poeta sia morto dopo una lunga malattia, anche se, molti suoi amici sostengono che la causa della morte sia stata improvvisa. Venne sepolto a Roma nell’Oratorio dei Santi Michele e Magno.

Il poeta fu anche un abile musicista; proprio a Bronte è presente un suo clavicembalo, notevole la sua importanza come suonatore d’arpa.

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