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Palermo dei Misteri

COMPAGNIA: COSTA CROCIERE

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L’escursione “Palermo dei misteri” avrà inizio con una visita dei principali monumenti della città: si passerà dal Teatro Politeama al Teatro Massimo, dalla piazza dei Quattro Canti al Palazzo Reale fino a raggiungere Piazza Pretoria. Le tre tappe principali dell’escursione, dalle quali prende il nome l’itinerario in questione, riguarderanno: le Catacombe dei Cappuccini, il Castello della Zisa e per finire la Cattedrale.

Nel quartiere Cuba di Palermo si trova il Convento dei Cappuccini nei pressi della chiesa di Santa Maria della Pace entrambi risalenti al 1500; nel sotterraneo di tali strutture vengono conservate le Catacombe. Si tratta di un ampio cimitero di forma rettangolare le cui gallerie furono scavate alla fine del 1500; si dice che le salme presenti siano circa 8000. Le mummie si mostrano in svariati modi: in piedi, coricate, vestite e suddivise per sesso e categoria sociale; è possibile riconoscere borghesi, commercianti, prelati, ufficiali dell’esercito, gruppi familiari, bambini e molti frati dell’ordine dei Cappuccini. Il primo ad essere seppellito all’interno delle catacombe intorno al 1599 fu frate Silvestro da Gubbio. Tra le altre salme presenti particolare quella di Rosalia Lombardo, una bambina di appena tre anni, rimasta intatta nel volto quasi da dare l’impressione che stia dormendo. Presenti inoltre alcuni monumenti sepolcrali.

Dopo la visita delle Catacombe si passerà al Castello della Zisa, meraviglioso esempio di architettura araba che servì da residenza di caccia ai re Normanni. Si dice che sia stato il 1165 l’anno in cui ha avuto inizio la costruzione proprio sotto la dominazione normanna e solo dieci anni essa ha avuto termine. Importanti modifiche sono state apportate nel corso del 1600 dopo che, in epoca medioevale, il castello era stato trasformato in una vera e propria fortezza. Nel 1800 la struttura passò sotto la gestione dei principi Notarbartolo ovvero alcuni tra i rappresentanti della più antica nobiltà siciliana; infine nel corso del 1955 il castello diventò bene dello stato e dopo un ulteriore restauro conclusosi nel 1991 attualmente ospita il Museo d’arte islamica. Il nome Zisa si rifà all’arabo con cui si indica qualcosa di splendido o magnifico. All’interno delle sale è possibile ammirare alcuni manufatti di matrice artistica islamica; tra questi ricordiamo: i musciarabia ovvero dei paraventi in legno a forma di grata, utensili di uso comune o di arredo come candelieri, ciotole quasi tutte in ottone con alcune decorazioni incise in oro o argento. Esternamente la Zisa si presenta con una forma parallelepipeda a pianta rettangolare; si articola su tre piani, ognuno caratterizzato da una parte centrale con due unità residenziali ai lati. L’interno dell’edificio, vista anche l’esposizione verso il mare, garantisce una continua circolazione di aria grazie ad un sistema di aperture e di canne di ventilazione collocate nelle torrette laterali.

L’escursione si conclude con la visita della Cattedrale. In questo caso tralasciando la descrizione esterna ed interna della struttura (possibile trovarla nelle altre escursioni cui si fa riferimento), quello che più ci interessa è la presenza all’interno dell’edificio delle tombe imperiali e reali dei Normanni. Ruggero II intorno al 1145 aveva già deciso che il mausoleo di famiglia doveva essere il Duomo di Cefalù, difatti aveva predisposto la sistemazione di due sarcofagi in porfido (un granito molto prezioso); alla sua morte, avvenuta nel 1154, lui venne però sepolto nella cattedrale di Palermo. Nel corso del 1215 Federico II fece trasportare i due sarcofagi nella cattedrale del capoluogo siciliano destinandoli, però, per sé e per il padre Enrico VI. Proprio il sarcofago di Federico II, all’interno della cattedrale, si presenta sormontato da un baldacchino con colonne in porfido ed inoltre con l’urna sorretta da due coppie di leoni; le altre tombe presenti sono quelle della moglie Costanza d’Aragona, della madre Costanza d’Altavilla, di Guglielmo figlio di Federico III d’Aragona e di Pietro II d’Aragona.

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