Seleziona una pagina

Il Parco regionale dei Nebrodi, istituito nel 1993, costituisce la più grande area naturale protetta della Sicilia, con i suoi 86.000 ettari di superficie. Il parco è gestito dall’Ente Parco dei Nebrodi, sotto il controllo e la vigilanza della regione Siciliana. Notevoli differenze altimetriche, ricchezza di vegetazione, ambienti umidi, dolcezza dei rilievi con rocce soprattutto argillose, sono questi gli aspetti principali e le caratteristiche del territorio dei Nebrodi.

I comuni, il cui territorio ricade all’interno dell’area del parco sono ventiquattro: 19 in provincia di Messina (Acquedolci, Alcara Li Fusi, Capizzi, Caronia, Cesarò, Floresta, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mistretta, Raccuja, Sant’Agata Militello, Santa Domenica Vittoria, San Fratello, San Marco d’Alunzio, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, Tortorici, Ucria); 3 in provincia di Catania (Bronte, Maniace, Randazzo) e 2 in provincia di Enna (Cerami, Troina).

mappa_comuni_home

 

Il parco è suddiviso in quattro zone distinte:

  • La zona A (di riserva integrale); comprende i boschi a quote più elevate. La flora presente è rappresentata da tassi, faggi, cerri e la sughera, nel territorio di Caronia. La zona è ricca di corsi d’acqua e di spazi umidi d’alta quota.
  • La zona B (di riserva generale) la più estesa; è formata da ampie aree, che si trovano ai margini dei boschi, destinate soprattutto al pascolo.
  • La zona C (di protezione); è formata da diverse aree, distribuite in modo strategico lungo il territorio. La zona C è quella adibita alle strutture turistico – ricettive e culturali
  • La zona D (di controllo); è la parte esterna del parco. Attraverso questa zona si entra nelle parti a più alta valenza naturalistica.

 

La presenza del faggio è garantita dalle condizioni atmosferiche; nelle zone interne, infatti, la presenza di neve e nebbia, in particolare nel periodo invernale, garantisce l’umidità necessaria per l’esistenza di alcuni tipi di bosco. A proposito di vegetazione, essa è diversificata, in base alla fascia altimetrica, ai fattori fisici e a quelli ambientali. Fino ai 700-800 metri di altezza è presente la macchia mediterranea con boschi sempreverdi. La fascia successiva (1000-1200 metri) è caratterizzata dalla presenza della quercia, anche se, in alcune zone, ritroviamo altri arbusti come il biancospino, il melo selvatico e la rosa canina. La fascia più alta (oltre i 1200 metri) vede la presenza di aceri, tassi e faggi; il sottobosco è ricco di agrifogli e pungitopi.

In chiave faunistica i Nebrodi possono vantare il primato come ricchezza e varietà di specie presenti. Lo stesso termine Nebrodi, deriva dal greco Nebros, il cui significato è quello di cerbiatto. Tra i mammiferi presenti, il posto principale è occupato dal suino nero dei Nebrodi, una razza di maiale presente solo in queste zone; certa anche la presenza del cinghiale, della volpe, della lepre e di altre specie. Purtroppo scomparse le tracce di cervi, lupi e caprioli già dal secolo scorso. Numerosi anche i rettili e gli anfibi presenti, tra cui ramarri, rospi e rane. Una delle categorie più diffuse è quella degli uccelli: in particolare da segnalare la presenza di molti rapaci, come lo sparviero, il falco pellegrino, l’aquila reale (nelle zone delle Rocche del Crasto), ma anche il merlo e il Martin pescatore nelle zone più umide.

Pin It on Pinterest

Share This