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Settimana Santa di Cianciana

A Cianciana nel 1994 si è costituita un’associazione che si occupa del mantenimento e della preparazione dei riti religiosi e delle tradizioni popolari relativi alla settimana liturgica più importante dell’anno, ovvero la Settimana Santa (il nome dell’associazione è proprio Settimana Santa). La Sacra rappresentazione della Passione di Cristo è un evento che fa riferimento al famoso “Mortorio di Orioles”; inizialmente l’evento veniva rappresentato in luoghi chiusi e, di conseguenza, riservato solo a poche persone. A partire dal 1968 si è pensato di rappresentarlo in luoghi aperti, utilizzando le vie e gli spazi del paese per trasformarli idealmente nei luoghi della Passione di Cristo.

Solitamente a Cianciana proprio tale rappresentazione si trova al centro di tutta la Settimana Santa: si inizia la domenica delle Palme con l’ingresso di Gesù per le vie del paese; successivamente giovedì e venerdì santo vengono ripresi gli avvenimenti, tramandateci dal Vangelo, che hanno caratterizzato gli ultimi momenti della vita terrena di Cristo: l’Ultima Cena, la preghiera nell’orto degli ulivi, il processo, la flagellazione, la condanna, la via Crucis e la crocifissione; infine domenica la Resurrezione con l’incontro tra Gesù risorto e Maria. Oggi la rappresentazione pur ispirandosi alle Sacre Scritture ha visto dei rinnovamenti sul testo. L’evento coinvolge oltre che gli abitanti del paese molti turisti sia italiani che stranieri.

Pasqua a Camastra

Tra le tradizioni pasquali di Camastra ricordiamo “U Lamientu” ovvero l’intonazione, da parte di un fedele provvisto di voce adatta e particolare, di una cantilena che riproduce il lamento della Passione di Cristo; all’invocazione solista del fedele rispondono tutti i presenti alla processione diventando quindi non solo partecipi ma anche attori veri e propri della rappresentazione. Un’altra particolarità è costituita da “u lavurieddu” cioè l’offerta al Cristo morto di un lavoretto, ovvero di una composizione di grano con la speranza di avere un’annata produttiva di frumento. In ultimo “l’Asguondru” ovvero l’incontro, la mattina di Pasqua, tra Maria e il Cristo risorto, con la massima rappresentazione della felicità da parte di tutti i fedeli presenti.

Anche a Camastra viene rappresentata la Passione di Cristo: l’ambientazione, i suoni, i rumori naturali, la bellezza dei luoghi sono adatte al testo delle Sacre Scritture. Gli attori protagonisti, circa 100, quasi tutti di Camastra o comunque dei borghi vicini, usano costumi romani ed ebraici proprio per mettere meglio in evidenza il richiamo all’epoca in cui sono realmente avvenuti i fatti.

Pasqua a Naro

L’antichissima città barocca di Naro durante la Settimana Santa presenta le “classiche” tradizioni di cui si è parlato anche in precedenza. Per le strade della Fulgentissima circa 100 personaggi fanno rivivere le ultime ore della vita terrena di Cristo attraverso la Rappresentazione della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. Le manifestazioni pasquali iniziano la domenica delle Palme per poi raggiungere l’apice nel triduo pasquale con la via crucis e la Scinnenza cruci del venerdì e concludersi la domenica con “A risuscita” e “A sgoundru” delle statue della Madonna e del Cristo risorto.

Pasqua a Realmonte

I riti della Pasqua a Realmonte ricordano anch’essi la tradizione. La domenica delle Palme, un bambino, richiamo a Gesù, gira per le vie del paese su un asino seguito dagli Apostoli vestiti di bianco con parrucche e barba. Giunti davanti alla Chiesa e trovatala chiusa si inizia ad intonare “u lamentu” durante il quale Gesù busserà più volte al portone per farsi aprire; nel mezzo della messa viene intonato il “Passio” un antico canto in dialetto che richiama la passione di Cristo; alla fine della messa i fedeli si recano nella casa di Gesù per degustare cibi e pietanza tipiche. La lavanda dei piedi del giovedì santo con la successiva processione della Madonna Addolorata, in giro per il paese alla ricerca del figlio, fanno proseguire i riti pasquali che culmineranno nel venerdì santo. La mattina due processioni, una di Gesù con la croce e l’altra della Madonna Addolorata, dopo tragitti diversi entrambe si incontrano in piazza ove avviene l’incontro di Gesù con la Madre; dopo l’arrivo al Calvario e la crocifissione ha inizio il pellegrinaggio dei fedeli; in tarda serata Gesù viene deposto dalla croce, messo dentro l’urna e portato in processione in chiesa. Il caratteristico incontro tra Gesù e la Madonna della mattina di Pasqua pone fine ai riti; la particolarità si ha nella presenza dell’Arcangelo Michele che annuncia per ben tre volte la resurrezione di Gesù alla Madonna. Dopo l’incontro le tre statue vengono portate in processione sino in chiesa.

 

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