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La suggestione e le emozioni che sono in grado di procurare i miti e le leggende legate all’isola siciliana sono davvero elevate. Grazie alle diverse dominazioni che si sono susseguite nel corso della storia, la Sicilia può vantare molti miti, molte leggende sia sacre che profane legate alla tradizione greca, alla religione e alle credenza popolari.

Pippa la catanese

Tra il 1200 e il 1300 visse una lavandaia di origine catanese di nome Filippa detta in gergo “Pippa”. Quando era ancora giovane diventò balia del figlio del re Roberto d’Angiò; dopo la cacciata degli Angioini dalla Sicilia lei seguì la corte a Napoli e anche dopo la morte del piccolo Luigi rimase nel palazzo reale sposando il siniscalco del regno. Quando nel 1343 salì sul trono Andrea d’Ungheria sposo di Giovanna I d’Angiò, la sua brama di potere lo spinse alla nomina come re di Napoli; la moglie però, innamorata del cugino Luigi, duca di Taranto, nutriva molta antipatia per il marito contro il quale venne organizzata una vera e propria congiura, tanto che venne strangolato. Il Papa iniziò a cercare i colpevoli e una tra le prime ad essere colpevolizzata fu proprio Pippa, ormai confidente della regina. Dopo essere stata torturata ed aver ammesso solo di sapere della congiura ma non chi l’avesse organizzata, Pippa venne ulteriormente suppliziata attraverso l’uso di tenaglie infuocate per costringerla a parlare; ma l’ex lavandaia non parlò e morì tra strazi orrendi.

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