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Tra i più grandi ed importanti porti del Mediterraneo vi è sicuramente il porto di Messina che, con gli oltre 10 milioni di passeggeri trasportati l’anno, da questo punto di vista si trova tra i primi posti a livello nazionale.

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Le tradizioni marinare della città di Messina sono molto antiche; il porto per molti anni ha rappresentato e rappresenta tuttora una notevole importanza in chiave economica, commerciale e politica. La caratteristica forma a “falce” dell’area portuale ha ispirato il nome con cui i Greci conoscevano la città, ovvero Zancle. Nel corso della storia il porto, grazie alla sua posizione strategica al centro di diverse rotte commerciali, ha avuto notevole splendore in particolare sotto le epoche romana e normanna. Proprio i Normanni fecero di Messina la sede del Consolato del Mare, ovvero un tribunale che gestiva i rapporti tra i commercianti esentando i messinesi da dazi e altri pagamenti. Intorno al 1200 dietro concessione di Enrico VI la città divenne Porto Franco ovvero si poteva importare ed esportare liberamente ogni tipo di merce senza alcun pagamento di dogane e tasse; proprio in questo periodo, a causa della florida attività economica, si inasprirono i rapporti con le altre città siciliane, soprattutto con l’attuale capoluogo Palermo; tutto ciò comportò una riduzione di favori e benefici per il porto della città dello Stretto. Sotto il comando dei Borboni la città e di conseguenza il proprio porto tentarono di riprendere i fasti del passato anche grazie alla nuova istituzione del Porto Franco (abolita del tutto intorno al 1879). Un evento particolarmente catastrofico fu quello del terremoto del 1908 che influì negativamente sulle diverse attività portuali. In età contemporanea si è avuto un nuovo slancio delle attività anche grazie alla scelta della Marina Militare Italiana di rendere la città base navale; un nuovo impulso lo si deve anche all’istituzione dell’Azienda Mezzi Meccanici e di quella dei Magazzini del Porto. Grazie a tutto questo, negli ultimi anni, anche il settore crocieristico ha goduto di un notevole incremento dei traffici.
Numerosi i miti che fanno riferimento alla formazione del porto: il mito di Saturno che, secondo la leggenda, con una falce castrò il padre Urano e, quest’ultimo incollerito, lanciò proprio la falce in direzione dello Stretto creando la lingua di terra che costituisce la forma attuale del porto. In seguito fu il gigante Orione, figlio di Nettuno, a fare della falce un bacino portuale. Altro mito quello di Scilla e Cariddi che giustifica la presenza di numerosi vortici proprio nel mare antistante il porto; altre leggende, consultabili nella parte apposita del sito, sono quelli legate alla fata Morgana e a Colapesce.
Oggi il porto di Messina appartiene alla prima classe della seconda categoria dei Porti Nazionali. Il Porto è costituito da una grande insenatura, dalla forma di falce naturale, che circoscrive una superficie portuale di circa 820.000 m2. A terra, le aree portuali occupano una superficie di circa 50 ettari. L’imboccatura del porto, orientata a Nord-Ovest, è larga circa 400 metri e si estende tra il Forte San Salvatore e la Capitaneria di Porto. I sabbiosi fondali raggiungono una profondità media di circa 40 metri che tocca il punto più profondo nella zona a nord-est raggiungendo i 65 metri.
Le 11 banchine del porto hanno un’estensione di circa 1800 metri con fondali che presentano una profondità che va dai 6,5 agli 11 metri. Grazie alla presenza di gru e binari per i collegamenti ferroviari, il Porto garantisce lo sbarco e l’imbarco di merci e navi di qualsiasi genere e dimensione. Grazie a queste infrastrutture, il Porto di Messina, oltre ad essere uno tra i più importanti del Mediterraneo ha visto l’aumento del traffico annuo crescente di crocieristi.
All’interno dell’area portuale sono anche compresi gli attracchi della rada di San Francesco, ovvero i collegamenti tramite i quali è possibile raggiungere Villa San Giovanni e quelli di Tremestieri, con il porto “Marina del Nettuno”, utilizzati per l’imbarco di mezzi pesanti sempre per Villa San Giovanni ma anche per Reggio Calabria. Inoltre, i servizi ferrovieri vengono garantiti dalla Stazione di Messina Marittima. Infine il molo Norimberga è destinato all’attracco di navi per i collegamenti con Salerno. Oltre che quelli indicati il porto offre collegamenti anche con le Isole Eolie.
La gestione del Porto è dell’Ente Autonomo Portuale di Messina istituito con il decreto del Presidente della Regione Siciliana nel 1953 proprio con lo scopo di amministrare, gestire, controllare e coordinare le operazioni portuali e le attività commerciali e industriali.

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