Seleziona una pagina

Il porto di Palermo figura tra i principali porti del Mediterraneo, sia dal punto di vista del traffico passeggeri ma anche da quello riguardante le dimensioni. Infatti, partendo da via Francesco Crispi, la sua estensione, sul versante orientale del Mar Tirreno, incorpora alcune aree marinare tra cui quella dell’Arenella, della Cala, dell’Acquasanta e di Sant’Erasmo; presenta, inoltre, notevole importanza in chiave commerciale e turistica.

468x60_bleu
Le vicende storiche del porto sono strettamente collegate a quelle della città che, secondo antiche leggende venne fondata da un navigatore ignoto giunto, in tempi antichissimi, sulle spiagge della Conca d’Oro. Proprio grazie alle bellezze di quella terra, il navigatore decise di fondarvi una città. Il nome greco Panormos (tutto porto) si riferisce proprio alla ricchezza degli approdi e alla bellezza dei fondali, entrambe caratteristiche che ancora oggi contraddistinguono il porto palermitano. Mettendo da parte la leggenda e passando a vicende storiche, si dice che la città sia stata fondata dai Fenici; in seguito, grazie alla propria posizione strategica divenne la base dei Cartaginesi e obiettivo successivo dei Romani che, nel 254 a.C. la conquistarono avviando un’intensa attività marinara. Con l’arrivo degli Arabi il porto diventò centro di traffico tra i paesi “musulmani” del Mediterraneo; furono proprio gli Arabi a modificare l’area portuale portando alla costruzione, a protezione delle strutture esistenti, sia di una cittadella fortificata (con tanto di chiusura all’ingresso tramite una grossa catena) sia di un forte, il Castello a mare. L’attività portuale si intensificò con l’arrivo dei Normanni, anche se, a partire da quest’epoca, a causa dei detriti dei fiumi presenti, venne notevolmente ridotta la superficie portuale e, di conseguenza, si rese necessario un ampliamento con la costruzione di due moli: il “Molo Sud” e il “Molo Nord”; l’antico porto divenne l’attuale porto della Cala. Ciò, oltre che per esigenze “naturali” venne determinato dalle crescenti necessità dei cittadini in quanto l’antico porto non era più sufficiente e grande abbastanza a soddisfare i bisogni della città. L’area portuale trova sviluppo verso settentrione concludendosi i lavori nel 1590 quando, all’ingresso di essa, venne posta una stele in ricordo della costruzione, in cui oltre l’aquila, simbolo di Palermo, erano presenti lo stemma del Viceré Garcia di Toledo (colui che volle tale costruzione) e l’antica raffigurazione marmorea del Genio del Porto. L’area portuale venne ulteriormente ampliata, sempre verso nord, nel corso del 1800. Nei primi anni del 1900 si sviluppò la comunicazione, tramite costruzione di un binario, con la stazione ferroviaria di Palermo centrale; in seguito tale binario fu eliminato in quanto venne costruito un collegamento sotterraneo e più largo in modo da conglobare anche la stazione di Palermo Notarbartolo. Il nuovo ammodernamento e potenziamento del porto si deve alla famiglia dei Florio; proprio loro portarono alla nascita di un grandioso cantiere navale, oggi gestito dalla Fincantieri. La seconda guerra mondiale provocò danni e distruzione a moli e banchine. Il riammodernamento venne promosso dall’attuale Autorità Portuale con ricostruzioni e continui ampliamenti.
Attualmente il porto presenta notevole importanza in chiave crocieristica e commerciale. Molteplici i collegamenti con le principali città del centro e del nord Italia: Genova, Napoli, Salerno, Civitavecchia, Cagliari; presenti anche collegamenti con le isole Eolie e con Ustica, con porti locali come Cefalù e Milazzo ed infine con la città di Tunisi.
Nei prossimi dieci anni si prevede un ulteriore sviluppo: il settore merci sembra destinato alla vicina città di Termini Imerese, mentre il porto del capoluogo amplierà la propria espansione in chiave turistica e crocieristica.

palermo_007_porto
Schematizzando le principali caratteristiche dei porti che formano l’area portuale palermitana ritroviamo:
Porto dell’Arenella: presenta due bacini, uno nuovo destinato a diporto e l’altro vecchio utilizzato dalle barche da pesca. La superficie marina è di 47.000 m2, quella terrestre di 27.000; la profondità media è di 2 metri; le banchine si sviluppano per circa 400 metri mentre i pontili per 70. La capienza è di circa 400 posti barca.
Porto dell’Acquasanta: è un porto esclusivamente turistico; presenta pontili sia in cemento sia galleggianti. La superficie marina è di 82.000 m2, quella terrestre di 31.000; la profondità media è di 6 metri, quella minima di 2; le banchine si sviluppano per circa 600 metri, i pontili per 680. La capienza è di circa 600 posti barca.
Porto della Cala: rappresenta l’antico porto di Palermo, difatti si trova nei pressi del centro storico. I nuovi interventi di riqualificazione e la nascita di nuove infrastrutture hanno cercato di ridare al porto gli antichi fasti del passato. La superficie marina è di 49.000 m2, quella terrestre di 23.000; la profondità media è di 7 metri; le banchine si sviluppano per circa 600 metri, i pontili per 450.
Porto di Sant’Erasmo: più piccolo rispetto agli altri, si trova a circa 1 km da Palermo; può ospitare solo piccole imbarcazioni in quanto i fondali, sabbiosi, presentano una scarsa profondità (da due a tre metri).

Pin It on Pinterest

Share This